Indice Glicemico (IG)


L’indice glicemico è un sistema di classificazione numerico utilizzato per misurare la velocità di digestione e assorbimento dei cibi contenenti  carboidrati (cereali, frutta e verdura) e il loro  conseguente effetto sulla glicemia.

<img class="wp-image-275 alignleft" src="http://www acheter viagra online.vanemattaendocrinologia.it/wp-content/uploads/2015/05/indice-glicemico-300×194.png” alt=”indice glicemico” width=”368″ height=”238″ srcset=”https://www.vanemattaendocrinologia.it/wp-content/uploads/2015/05/indice-glicemico-300×194.png 300w, https://www.vanemattaendocrinologia.it/wp-content/uploads/2015/05/indice-glicemico.png 465w” sizes=”(max-width: 368px) 100vw, 368px” />L’indice glicemico di un alimento è un valore ideale e non reale dal  momento che può essere influenzato da molteplici  variabili intrinseche ed estrinseche all’alimento.

Variabili intrinseche:

– Rapporto tra amilosio (meno digeribile) e amilopectina (più digeribile):  la patata (povera di amilosio) ha un indice glicemico più alto della pasta (più ricca in amilopectina).

Contenuto proteico: il grano duro (più ricco di glutine) ha un indice glicemico più basso rispetto al grano tenero.

Contenuto in fibra e qualità della stessa: le fibre solubili presenti nell’avena e nelle leguminose favoriscono la riduzione dell’indice glicemico.

Maturazione o invecchiamento: una banana matura ha un indice glicemico maggiore di una banana acerba;  le patate conservate per lunghi periodi hanno indice glicemico più elevato delle  patate novelle.

Cottura: inducendo la gelatinizzazione dell’amido porta ad un aumento dell’indice glicemico (vedi  le carote). Le cotture delicate (vapore) e per tempi brevi (al dente)  riducono l’indice glicemico.

Retrogradazione: il raffreddamento di un cibo riduce il suo indice glicemico, fenomeno tanto più evidente quanto più è bassa la temperatura di raffreddamento.

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Tipo di lievitazione: il lievito madre riduce l’indice glicemico.

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Granulometria dell’amido: quanto più fine è la farina tanto più elevato sarà l’indice glicemico.

Per valutare l’effetto di un alimento sulla glicemia, oltre ai fattori intrinseci, è importante considerare  anche la quantità di carboidrati assunti, l’accostamento a proteine e grassi e alcuni fattori individuali  tra i quali la massa muscolare, lo stato di salute e lo stile di vita.

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